Orchestra ICO Magna Grecia, il messaggio delle “mascotte”

Orchestra ICO della Magna Grecia, un documento delle mascotte
«Contro ogni guerra
alziamo la nostra voce»
I ragazzi hanno scritto un testo con il quale invitano il pubblico a una ulteriore riflessione. Un pensiero rivolto alla sofferenza letto sui volti di bambini, donne, uomini. «A Gaza, in Ucraina ed in altri 41 paesi nel mondo c’è chi vive sotto le bombe, cerca acqua, cibo e chi non ha più una casa, ha perso tutto e tutti»

Di seguito il testo scritto dalle mascotte dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, in favore di Palestina, Ucraina e altre popolazioni che vivono fra terrore e sofferenza, e del quale sarà dato lettura prima del concerto di Joseph Gualazzi, in programma martedì 7 ottobre alle 21.00 al teatro Orfeo di Taranto, all’interno della Stagione Eventi musicali 2025/2026.

«Noi non siamo lì, ma proviamo a capire. Guardiamo le immagini, leggiamo i titoli, sentiamo i numeri. La sofferenza sui volti di bambini, donne, uomini.

Non troviamo una risposta e ogni volta ci sembra impossibile. Può succedere davvero? A Gaza, in Ucraina ed in altri 41 paesi nel mondo c’è chi vive sotto le bombe, chi cerca l’acqua, il cibo, chi non ha più una casa, chi ha perso tutto e tutti.

A volte ci sentiamo piccoli. Perché cosa può cambiare una voce? Una scena, una frase?

Pensiamo alla forza di un’emozione, una mano tesa verso la bellezza. Siamo qui, in un teatro, con la luce, con le parole, con la nostra dignità di persone incapaci di giustificare atti di violenza, perché chi ama l’arte, ama la vita, chi ama la musica ama l’armonia.  

Ecco a cosa serve il teatro, serve anche a questo:

a rappresentare chi non può più parlare. Ad indicarci i valori imprescindibili di una comunità vibrante, ed i diritti che dobbiamo difendere e conquistare per i popoli amici.

Non siamo giornalisti, non siamo eroi. Siamo ragazzi che credono che le parole contino. Che il silenzio non è una risposta. E che se qualcuno ascolta, qualcosa si muove. Noi non possiamo spegnere la guerra, ma possiamo accendere la voce. Da qui, dal palcoscenico del teatro, noi non restiamo in silenzio!».