Giovedì 20 aprile, Teatro comunale Fusco – Joe Barbieri e l’Orchestra della Magna Grecia (intervista)

Joe Barbieri, giovedì 20 aprile al Teatro comunale Fusco di Taranto
«I miei trent’anni suonati»
«Eseguire le mie canzoni con l’Orchestra della Magna Grecia è un sogno. Devo tutto a Pino Daniele, che trovò interessanti i miei “provini”. Mi ha insegnato rispetto per le diversità e trasmesso curiosità per tutti i generi musicali. Oggi scrivo brani orchestrali, mi piacerebbe che il cinema si accorgesse di me»

Giovedì 20 aprile alle 21.00 al Teatro comunale Fusco di Taranto, Joe Barbieri sarà protagonista con l’Orchestra della Magna Grecia dello spettacolo “Tratto da una notte vera: trent’anni suonati”. E’ una tappa del tour del grande cantautore napoletano, pupillo dell’immenso Pino Daniele, che sta toccando numerose città italiane. Quello con Joe Barbieri è l’appuntamento che chiude la straordinaria Stagione musicale messa a punto dal Fusco e dall’Amministrazione comunale con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese.

A Taranto Joe Barbieri, cinquant’anni non ancora compiuti, realizza un sogno. «Suonare le mie canzoni accompagnato dalla straordinaria Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Angelo Nigro – dice il cantautore – è il grande regalo che la mia vita professionale sta per farmi: sarà come realizzare un grande sogno, quello che di solito la stampa ti fa sfilare dal proverbiale cassetto; eseguire il mio repertorio in versione sinfonica, non mi era mai accaduto; certo, in studio mi era già successo, ma in concerto ancora no: questo tour senza soste mi vede in quartetto, talvolta in versione minimale insieme con contrabasso; suonare è sempre un piacere, farlo insieme con decine di professori sarà emozione allo stato puro».

Fra le collaborazioni di Barbieri, quelle con Gianmaria Testa e Jorge Drexler, ma anche con Fabrizio Bosso, ospite del recente Mysterium Festival, e Stefano Bollani, fra i nomi di punta della Stagione eventi 2022/2023 dell’Orchestra della Magna Grecia (sabato 27 maggio, teatro Orfeo, con Hyung-Ki Joo e la direzione del Maestro Piero Romano).

L’ORCHESTRA, IL SOGNO

Un tour, un quartetto. «A Taranto, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Nigro, sarò accompagnato da Pietro Lussu al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Bruno Marcozzi alla batteria e percussioni. Ci sono anche io, in sostanza un quartetto prestato alla musica leggera: in alcuni posti ho anche suonato da solo o con Daniele Sorrentino al contrabasso».

“Tratto da una notte vera” è il tredicesimo album del musicista napoletano che contiene oltre ad una ispirata e rinnovata fotografia del meglio del repertorio del suo repertorio anche tre nuove tracce: due nuove canzoni, “Retrospettiva Futura” e “Maravilhosa Avventura” e una densa rilettura di “Dettagli”, un classico della musica internazionale firmato da Roberto Carlos e Bruno Lauzi e portato al successo da Ornella Vanoni.

Trent’anni suonati. «E’ un traguardo con tanta luce, un percorso fatto di momenti bellissimi e ricadute, perché servono anche queste, anche se della mia vita professionale non cambierei una sola virgola. “Tratto da una notte vera” non è uno sguardo al passato, fatto con nostalgia o sottile malinconia, ma una festa da cui ripartire per i prossimi trent’anni».

Rigore calciato a porta vuota, poi parliamo del suo Napoli. L’artista che ha segnato la sua vita professionale. «Facile, Pino Daniele. Sfido qualsiasi napoletano, anche solo ascoltatore a dire il contrario: Pino ha fatto ricca di musica e sentimenti un’intera città. Mi ritengo fortunato non solo per averlo conosciuto, ma per aver goduto subito della sua stima. Ero ragazzino, non avevo ancora finito le scuole superiori, quando lui cominciò ad interessarsi alle mie prime canzoni: c’era passione, ma a queste mancava ancora l’anima: io non le consideravo belle, ma Pino nella mia scrittura, nel modo di cantarle vide qualcosa che io non avevo ancora realizzato. Così, dopo gli esami di maturità – prima la scuola, una delle condizioni poste dallo stesso Pino – entrai in studio».

PINO DANIELE CAMBIA LA VITA

Un momento che ricorda in particolare. «Di sicuro trovarmi, giovanissimo, al cospetto di Pino, poi una data scolpita nella mia mente: 7 ottobre 1982, Festival di Castrocaro, il mio debutto nella canzone; rischiavo di giocarmi la stima del mio Maestro, andò bene, si complimentò: appena maturato, il suo abbraccio fu la mia laurea».

A Pino va tutta la sua riconoscenza. «Massima riconoscenza, come musicista, ma anche come napoletano: non era necessario che ti spiegasse, ti insegnava con gli accordi, le parole: ho nel dna il suo suono, con una mia band rifacevo le sue canzoni. Fra le cose che mi ha insegnato: la disponibilità nei confronti del diverso. Musicista curioso, attento, anche se lontano dalla sua matrice, si misurava con altri suoni che mescolava con la sua musica. Ecco, questa è una cosa che provo a fare anche io».

Detto del grande Pino, un ricordo prezioso. «Più o meno recente, non a caso celebrato lo scorso 7 ottobre a Napoli, al trentesimo compleanno della mia attività artistica: il giorno della pubblicazione del mio ultimo album, sembrava una festa; vennero a trovarmi Mario Venuti, Tosca, Nino Buonocore ed altri. Concerto lunghissimo, fatto di duetti, alcuni studiati, altri improvvisati. Dovessi sintetizzare la mia carriera, quella è una foto che rappresenta il mio percorso artistico».

IL NAPOLI E LE CANZONI

E veniamo al Napoli. «Un passo per volta, lo scudetto dopo più di trent’anni sembra cosa fatta, ma, attenzione: mai pronunciarsi prima che le cose avvengano; la scaramanzia è la nostra filosofia, io stesso non sarei quello che sono se non avessi fatto un passo per volta per compiere voli pindarici: ecco perché non cambierei un solo passaggio compiuto nel mio lavoro».

Il pubblico. «Quando vedi che una tua canzone finisce nella vita di qualcun altro, ogni volta è come se assistessi a un piccolo miracolo, tanto che pensi quanto sia bello fare questo mestiere».

Il programma del concerto. «Una carrellata sul mio percorso. Non vedo l’ora di unirmi all’Orchestra della Magna Grecia per le prove. Sarà una notte piena di poesia nel corso della quale dovrò tenere alta la concentrazione, già mi vedo rapito come dal Pifferaio magico dei fratelli Grimm: quando partirà l’orchestra mi troverò in un sogno».

I suoi progetti futuri coincidono in qualche modo con questa sua esperienza. «Scrivo musica, in questo periodo sto provando a scrivere per orchestra, ma anche brani strumentali; mi piacerebbe comporla e regalarla al cinema, altra mia grande passione».